Depressione Maggiore, Depressione persistente: sintomi, cause e cura dei disturbi depressivi

Il sentirsi svuotati, tristi, disinteressati, stanchi, per molti giorni consecutivi potrebbe essere il segnale di uno disturbo depressivo, sarebbe opportuno consultare uno psicologo.

Depressione Maggiore, Depressione persistente: sintomi, cause e cura dei disturbi depressivi

Tristezza, senso di vuoto, irritabilità, rabbia, sono sintomi che accomunano il gruppo dei Disturbi depressivi. La distinzione fra di essi è principalmente data dalle cause, dalla durata, dai pensieri e comportamenti associati ai sintomi.

I Disturbi Depressivi più diagnosticati sono:
Disturbo depressivo maggiore
Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente
Disturbo depressivo persistente (Distimia)
Disturbo disforico premestruale

Il disturbo con maggiore prevalenza è la DEPRESSIONE MAGGIORE. Negli Stati Uniti la sua prevalenza a 12 mesi è del 7%.

La depressione che cos’è.
La persona depressa tende a descriversi come profondamente triste, senza speranza, scoraggiata, giù di corda, spenta, svuotata. Spesso ha la sensazione di non provare più sentimenti né affetto per nessuno, neanche per i propri cari. Niente più le interessa, né le dà piacere.

Alcune persone, invece di riferire sentimenti di tristezza, presentano soprattutto lamentele fisiche (dolori di vario tipo, malattie).

Altre ancora sperimentano un aumento dell’irritabilità: rabbia persistente più o meno espressa, tendenza a rispondere con scoppi di ira o a prendersela con gli altri, un elevato senso di frustrazione anche per fatti di poco conto.

La persona si sente senza energia, stanca anche se non svolge attività, non efficiente. E’ tutto uno sforzo: alzarsi, lavarsi, mangiare. Il sonno disturbato non permette un riposo di qualità, contribuendo fortemente all’aggravarsi della malattia.

Il depresso vive con un costante senso di autosvalutazione, si percepisce pieno di limiti, difetti e colpevole di tutto. Questo ci fa capire quanto siano ulteriormente dannose e aggravanti, seppur espresse in buona fede e con l’intenzione di aiutare, le eventuali esortazioni dei familiari a farsi forza, a darsi da fare, a rimboccarsi le maniche, a ritornare come era prima della malattia. E’ come buttare una montagna addosso a chi è già sotto le macerie.

Per chi prova tutto questo, può non aver più senso vivere, sia per non soffrire più, sia per non far soffrire gli altri. Pensieri di morte o suicidari possono occupare la sua mente e purtroppo avvolte concretizzarsi.

La persona depressa è congelata nella propria condizione di sofferenza e vi rimane indipendentemente dal modificarsi degli eventi.

Cause della depressione
Sono molti i fattori che possono causare la depressione. Alcuni di tipo fisiologico come malattie fisiche, invalidità anche temporanee. Altri di tipo psicologico. Fra questi spesso troviamo esperienze di perdita, come la fine di una relazione affettiva o amorosa, fallimenti lavorativi, la perdita della stima di una persona significativa. Tali eventi innescano nella persona ruminazioni autocritiche, autosvalutanti e un pessimismo che condiziona la visione di sé, degli altri e del mondo rispetto al passato, al presente e al futuro.

Cura della depressione
La depressione può presentare livelli diversi di gravità (lieve, moderata, grave), pertanto anche il processo di cura andrà adattato. Dopo una approfondita anamnesi, potranno essere valutati i necessari interventi. In alcuni casi può essere sufficiente un percorso psicoterapeutico, in altri occorrerà un trattamento farmacologico con antidepressivi e un percorso psicoterapeutico.

La Terapia Cognitivo Comportamentale è un intervento di provata efficacia per la depressione. Attraverso il lavoro sui circoli viziosi dei sintomi depressivi, la persona ritorna progressivamente padrona di sé. In presenza di esperienze traumatiche è particolarmente indicata la terapia EMDR.

A chi rivolgersi per la cura della depressione.
In ogni caso, indipendentemente dalle autovalutazioni personali, è consigliabile rivolgersi al medico di famiglia, allo psicologo-psicoterapeuta, allo psichiatra.