Il malessere psicologico da non trascurare

Uno stato di disagio o malessere psicologico, generale, persistente, può limitare le azioni quotidiane: quando e perché rivolgersi allo psicologo psicoterapeuta.

E’ ancora piuttosto diffusa l’idea che rivolgersi a uno psicologo sia sinonimo di follia, di debolezza o di fragilità, come se il malessere psicologico non avesse la stessa importanza di un dolore articolare o di un’otite per i quali si può ricorrere ad uno specialista.

Si tende quindi a pensare che, nel più e nel meno come un raffreddore, il malessere psicologico generato dai momenti difficili della vita come lutti, indecisioni, cambiamenti importanti, crisi di coppia, scelte lavorative, insonnia, stress o traumi, possa essere superato anche senza l’aiuto di un terapeuta. Quante volte si sente dire: “Mi hanno proposto un avanzamento di carriera, ma non capisco se accettare”, “Forse vorrei un figlio, ci rimugino ma non so decidere”, “Vorrei migliorarmi, ma non so come”, “Stiamo insieme da anni, ma da qualche mese non riusciamo a capirci”, o simili?

Tali frasi sembrano semplici argomenti di conversazione, ma spesso nascondono un malessere che avrebbe bisogno di essere condiviso con uno psicologo, che è una figura neutra e competente. Sono situazioni che, se non risolte, possono alimentare nella persona una crescente sofferenza interiore e generare blocchi psichici dai quali non si riesce ad uscire.

Ma perché rivolgersi allo psicologo? Quindi non basta parlarne con amici, familiari o qualunque altra persona di fiducia?

Non tutti sanno che l’intervento psicologico è trasversale a molte aree che interessano la persona. Esso spazia dall’ambito individuale a quello di gruppo, sociale, lavorativo e altro ancora, con strategie appropriate e finalizzate, utilizzando teorie e modelli riconosciuti dalla comunità scientifica.

Lo psicologo, infatti, si avvale della conoscenza dei processi mentali, emotivi e comportamentali, e di come questi entrano in relazione, individuando i fenomeni psichici umani, normali o patologici che siano.

In quanto psicoterapeuta sa anche come tali processi diventano disfunzionali, generando psicopatologie, e come si interviene per curarle con strumenti e tecniche adeguati al disturbo della persona. Insomma un percorso professionale di quasi dieci anni fra laurea, tirocinio, abilitazione e specializzazione in psicoterapia.

Lo psicologo mette al servizio della persona la propria prassi professionale senza influenzare, forzare, spingere verso soluzioni predeterminate da qualcuno o per convenzione. Nel caso di difficoltà su una scelta, ad esempio, attraverso la tecnica della “scoperta guidata”, lo psicologo aiuta l’interessato ad esplorare liberamente le proprie idee, previsioni, emozioni, bisogni, in modo da divenire consapevole di ciò che veramente vuole e sente più appropriato scegliere.

Mentre invece in presenza, ad esempio, di un problema di insonnia, tramite il colloquio clinico con il soggetto, il terapeuta raccoglie le informazioni che permettono di valutare se l’insonnia lamentata può essere ricondotta ad un malessere psicologico transitorio e facilmente risolvibile oppure se è il sintomo di una condizione patologica che necessita di psicoterapia.

Lo psicologo-psicoterapeuta, è dunque in grado di valutare se si è in presenza di un malessere psicologico circoscritto ad un particolare evento di vita o di cambiamento per il quale è sufficiente un breve sostegno psicologico o se invece il disagio psichico è più strutturato e disturbante e pertanto necessita di un percorso psicoterapeutico.

Malessere e problemi psicologici

Di tutte le ricerche la più bella è proprio questa: indagare quale debba essere l’uomo, cosa l’uomo debba fare. (Platone, Giorgia, 488a)