Paura e ansia: da emozioni a patologia

Paura e ansia

Paura e ansia sono emozioni utili e necessarie ma possono diventare disturbi e patologie.

Non sai se la tua paura o l'ansia siano patologiche? Lo psicologo o psicoterapeuta può aiutarti.

Da emozioni …

Paura ed ansia sono emozioni che innescano reazioni di attacco o fuga davanti alla percezione di un pericolo e sono caratterizzate dalle stesse attivazioni fisiologiche.  Ciò che le differenzia è che si prova paura per un pericolo reale e identificato mentre si percepisce ansia per qualcosa di indefinito, spiacevole, un'incombenza minacciosa, un pericolo immaginato.

Per sostenerci nella reazione d’emergenza di attacco o fuga, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia: la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta, le pupille di dilatano, il respiro diventa più frequente e le funzioni del sistema immunitario e di quello digestivo diminuiscono.

Sono dunque emozioni che hanno permesso la nostra sopravvivenza, sono utili e necessarie. Ad esempio un’adeguata dose di ansia, è di supporto ad una buona prestazione.

… a disturbo e patologia

Le risposte emotive di paura ed ansia diventano patologiche quando sono esagerate e disfunzionali rispetto agli stimoli che le hanno indotte oppure emergono in assenza di stimoli. La persona può percepire le proprie risposte emotive come insopportabili, diventando esse stesse fonte di ulteriore paura di impazzire o di morire (attacco di panico).

Compaiono aspettative di un pericolo diffuso, imminente accompagnate da pensieri catastrofici che orientano l’individuo verso la sovrastima del pericolo e la sottostima delle proprie capacità di fronteggiarlo. I pensieri catastrofici sono cruciali nell’innescare e mantenere il circolo vizioso dell’ansia.
Le normali sensazioni fisiche dell’ansia e della paura sono interpretate come segnali dell’esistenza di un grave disturbo fisico o psicologico, questo accresce il senso di vulnerabilità dell’individuo e, di conseguenza, rinforza le reazioni ansiose inducendo una serie di risposte cognitive, emotive e comportamentali che a loro volta esasperano le sensazioni di pericolo.
Tutto ciò alimenta nella persona il bisogno di difendersi e scappare dalle proprie emozioni, sviluppando un’attenzione selettiva verso i segnali del corpo di ansia e verso le situazioni ritenute responsabili di tali attivazioni. Favorendo comportamenti di evitamento di esperienze di vita, lavorative, di svago, relazionali che limitano e minano sempre di più la qualità di vita della persona.
I pensieri catastrofici tendono ad associarsi in base a tematiche differenziate, attivando circoli viziosi disfunzionali, che daranno forma a disagi diversi.  Come ad esempio ansia di malattia (paura di avere una o più malattie), ossessioni e compulsioni (ossessioni: paura di contaminazione, di fare del male a qualcuno. Compulsioni: lavarsi le mani di continuo, ripetere mentalmente parole), attacchi di panico (paura di morire, perdere il controllo), ansia generalizzata (paura continua di eventi negativi), fobie (degli insetti, di parlare in pubblico, dei mezzi di trasporto, di arrossire).

Cosa fare se paura e ansia non passano?

E’ importante ricordare che le informazioni acquisite dagli articoli online possono dare utili spunti di riflessione ma non devono essere in alcun modo usate come autodiagnosi né tantomeno come strumenti di cura.
Quando ti senti invaso da una profonda e continua paura o ansia e non riesci a cambiare questo modo di essere e sentire, se vuoi migliorare e comprendere il tuo rapporto con esse per ridurne il peso, forse è il momento di contattare un professionista, psicologo-psicoterapeuta.
In ogni caso, indipendentemente dalle autovalutazioni personali, è consigliabile rivolgersi al medico di famiglia, allo psicologo-psicoterapeuta, allo psichiatra.